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Oggi è il giorno del tuo Nome, Signore,
Ho letto in un vecchio libro le gesta della tua Passione,
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È a quest' ora, Signore, è verso l'ora nona,
Che la tua Testa ricadde sul tuo Cuore.
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Signore, la folla dei poveri per cui facesti il Sacrificio,
È qui, stipata come bestiame, negli ospizi.
Immense navi nere arrivano dagli orizzonti
E li sbarcano, a mucchi, sui pantani.
Vi sono Italiani, Greci, Spagnoli,
Russi, Bulgari, Mongoli, Persiani.
Sono bestie da circo che saltano i meridiani.
Si getta loro un pezzo di carne nera, come ai cani.
È tutta la loro felicità questo cibo immondo.
Signore, pietà per i popoli che soffrono.
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Ma non esistono campane, Signore, in questa città.
Penso alle campane silenziose: - ma dove sono le antiche campane?
Dove sono le litanie e le dolcissime antifone?
Dove sono i lunghi uffizi e dove i bei cantici?
Dove sono le liturgie e dove le musiche?
Dove sono i tuoi fieri prelati, Signore, dove le tue religiose?
Dove il camice bianco, l'amitto dei Santi e delle Sante?
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Offuscato, nell'intrico dei tetti fumanti,
Il sole, è il tuo Volto lordato dagli sputi.
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(foto madeinfranca)