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Io racconto del cuginetto di Claudia, Giovanni,
che quest’ estate, mentre era al mare da noi
con la madre e il fratellino, ha scolpito nei secoli
la più bella minaccia che io abbia mai sentito.
Spiego che è più piccolo e più gracile di Claudia,
sebbene siano coetanei, e che ne è sempre stato succube,
perché con lui Claudia è (o forse dovrei dire era
chissà come sarà d'ora in poi) un po' prepotente.
Racconto che una mattina si è presentato in spiaggia
con una maschera nuova di zecca, che la madre gli aveva appena comprato; sapeva benissimo che Claudia gliel'avrebbe immediatamente presa, per usarla prima lei, come succedeva con quasi tutti i suoi giochi, ma stavolta aveva deciso di affrontarla a muso duro, e si era preparato,
e si è fatto coraggiosamente avanti, tutto unto di crema,
magro, gracile, inferiore, tenendo stretta fra le mani
la maschera; e quando è arrivato di fronte a mia figlia,
e lei aveva già adocchiato la maschera
e stava per artigliarla senza tanti complimenti,
perché ormai tra loro andava in quel modo, lei dominava
e lui subiva, e lui aveva accettato
per così tanto tempo questo stato di cose
da renderlo ormai del tutto naturale
- in quel momento, molto probabilmente l’ ultimo nel quale
la maschera sarebbe stata ancora tra le sue mani,
è sbottato nella prima minaccia di tutta la sua vita :
"Stai molto attenta con me, perché io sono buono! "
Così ha detto. Con Claudia non è servito a nulla, ha solo provocato una lieve esitazione prima del gesto ineluttabile, che è comunque arrivato - previsto, feroce, innocente -,
e la maschera ha comunque cambiato mani;
ma dinanzi a me, a sua madre, a Lara,
e ora anche a queste altre madri che,
mi accorgo, appaiono come folgorate,
dinanzi cioè agli adulti, questo bimbetto
è diventato di colpo un eroe romantico,
e la sua frase una specie di manifesto dei perdenti.
da "Caos Calmo" di Sandro Veronesi pgg.58/59
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madeinfrancarivisitazione di Marion Peck