sarà capitato anche a voi...leggendo frasi, poesie,racconti...di pensare
" ma guarda come questo/a ha espesso perfettamente
una mia stessa situazione, sensazione, impressione ..."
Beh ! aggiungo una nuova categoria per ospitare scrittori
che mi hanno particolarmente colpito in tal senso e,
senza volerlo/saperlo, hanno il compito di far diventare universali,
temi veri o immaginari.
à mon avis

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Tetris
Bisognava si chiedesse perché non sopportava più la voce del suo commercialista?
- Vedi, cara, non vorrei mai trovarmi in una partita di tetris quando non sai più come gestire i pezzi che cadono. Penso al mio lavoro come a una partita in costante equilibrio, riesco sempre a mettere i pezzi, anche quelli lunghi, anche quelli quadrati, in modo tale da non dover mai interrompere.
Cerco di non arrivare mai al game over.
Livia guardava Federico mentre le parlava. Le era sempre stato simpatico,
tutto sommato, ma restava quell'atteggiamento che ora,
mentre parlava della vita come di un giochino elettronico, l'irritava profondamente.
Federico era uno che non ascoltava. Si dava la carica, come certi orologini
o i carillon, e parlava per ore. Parlare gli consentiva di spiegarsi ma anche
di impedire al cliente qualsiasi notazione fino al cliente successivo.
La porta suonava, Federico si scusava, si alzava, andava ad aprire e Lívia sentiva già la sua voce prima che dicesse, al ritorno:
- Cara...
continua pg.16
di Antonella Cilento 14 febbraio 2006
I Monologhi della Varechina - Giugno 2006 -
Il Lavoro in bianco e nero
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"attesa"
di Renzo Vespignani