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Ballade at Thirty-five
This, no song of an ingénue,
This, no ballad of innocence;
This, the rhyme of a lady who
Followed ever her natural bents.
This, a solo of sapience,
This, a chantey of sophistry,
This, the sum of experiments, --
I loved them until they loved me.
Decked in garments of sable hue,
Daubed with ashes of myriad Lents,
Wearing shower bouquets of rue,
Walk I ever in penitence.
Oft I roam, as my heart repents,
Through God's acre of memory,
Marking stones, in my reverence,
"I loved them until they loved me."
Pictures pass me in long review,--
Marching columns of dead events.
I was tender, and, often, true;
Ever a prey to coincidence.
Always knew I the consequence;
Always saw what the end would be.
We're as Nature has made us -- hence
I loved them until they loved me.
Dorothy Parker
Questa, non è la canzone di un'ingenua,
Questa, non è una ballata d'innocenza;
Questa, è la poesia d'una signora che
Ha seguito sempre le sue naturali inclinazioni.
Questo, un assolo di sapienza,
Questo, un canto di sofismi,
Questo, la somma di esperimenti, --
Li ho amati fintanto che m'hanno amato.
Vestita con abiti dai toni sabbia,
Decorati con le ceneri d'innumerevoli Quaresime,
Indossando copiosi mazzolini di rimorsi,
Cammino sempre in penitenza.
Spesso vago, quando il mio cuor si pente,
Nel Divino giardino del ricordo,
Incidendo sulle pietre, in mia commemorazione,
"Li ho amati fintanto che m'hanno amato".
Immagini scorrono in lunga retrospettiva, --
Colonne marcianti di eventi passati.
Io ero tenera e, spesso, sincera;
Ognor preda delle coincidenze.
Sempre conobbi le conseguenze;
Sempre vidi qual sarebbe stata la fine;
Noi siamo come la Natura c'ha fatto -- Perciò
Li ho amati fintanto che m'hanno amato.
traduzione di Gilgamesh
* interpolazione di Mario